Più fecondazioni in provetta ma meno nati
Sembra un paradosso, quasi un mistero, quello contenuto nella relazione sull’attuazione per il 2011 della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, ieri consegnata al Parlamento dal ministero della Salute. La relazione sull’attività dei centri italiani dice che cresce il numero delle coppie che accedono alla fecondazione assistita, cresce il numero di cicli, cresce l’accesso a tutte le tecniche di Pma e cresce anche il numero di gravidanze avviate. Ma cala complessivamente il numero dei nati vivi: 5,9 per cento in meno rispetto al 2010, corrispondente a 552 nati in meno.
21 AGO 20

Sembra un paradosso, quasi un mistero, quello contenuto nella relazione sull’attuazione per il 2011 della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, ieri consegnata al Parlamento dal ministero della Salute. La relazione sull’attività dei centri italiani dice che cresce il numero delle coppie che accedono alla fecondazione assistita, cresce il numero di cicli, cresce l’accesso a tutte le tecniche di Pma e cresce anche il numero di gravidanze avviate. Ma cala complessivamente il numero dei nati vivi: 5,9 per cento in meno rispetto al 2010, corrispondente a 552 nati in meno.
E’ la prima volta che si verifica questa diminuzione dall’entrata in vigore della legge 40, nel 2005. Che cosa è cambiato? Non si tratta, come potrebbe essere ipotizzabile, di un aumento dell’età delle donne che si sottopongono alle pratiche di fecondazione artificiale, perché in realtà il fenomeno di calo dei nati riguarda soprattutto le donne più giovani e le tecniche definite “a fresco”, che non fanno uso di gameti e/o di embrioni crioconservati. Quello che invece i dati riportati nella relazione possono indicare è che probabilmente stanno cambiando le procedure, anche sulla scorta di alcune novità considerate positive dai nemici della legge 40. Ci sono state sentenze che hanno di fatto consentito nuovamente un massiccio ricorso al congelamento degli embrioni. Infatti, mentre diminuisce il ricorso alla tecnica di scongelamento degli ovociti, aumentano gli embrioni crioconservati. Ricordiamo che uno degli scopi della legge 40 era quello di impedire che i congelatori dei centri di fertilità si riempissero di vite umane sospese ai primi stadi (molto spesso destinate a rimanere sospese per sempre). Quell’aumento è la logica conseguenza della sentenza della Consulta che, nel 2008, ha vanificato la prescrizione del numero massimo di tre embrioni da trasferirsi in un unico e contemporaneo impianto. Gli embrioni crioconservati erano in Italia 763 nel 2008, sono diventati 18.798 nel 2011. Tornando all’apparente paradosso citato all’inizio, vediamo che alla rinnovata possibilità di congelare embrioni non si è accompagnato un aumento dei nati. E’ il vero dato da approfondire, come promette il ministro Lorenzin.